Hush – Dialoghi Possibili, vernissage per Art City

Hush mostra

Hush – Dialoghi Possibili, vernissage per Art City

600 400 L'Altro Spazio

Hush – Dialoghi Possibili, vernissage per Art City ✽ Vernissage 31 gennaio

L’installazione di Jascha Blume inaugurerà giovedì 31 gennaio, nell’ambito di Art City. L’esposizione resterà a L’Altro Spazio in via Nazario Sauro 24/f fino al 28 febbraio. Contestualmente verrà esposta un’altra opera dell’artista anche presso L’Altro Spazio al Pratello.

La mostra di Jascha Blume è curata da Lucilla Boschi e Fabio Fornasari e promossa da Museo Tolomeo / Istituto dei ciechi Francesco Cavazza.

✽✽✽ Hush – Dialoghi Possibili ✽✽✽
I corpi segnano i primi confini; per poterci incontrare dobbiamo valicare i limiti che ci pongono. Il perimetro disegnato dal non udire e il perimetro disegnato dal non vedere non si intersecano. Perché si incontrino hanno bisogno di un linguaggio nuovo, non funzionale ma intenzionale. Occorre esplorare il suono attraverso i linguaggi artistici e farlo incontrare con l’assenza di immagini di chi non vede.

Si esplora la tensione nei limiti del corpo, dei suoni e dei confini dello spazio e del tempo. Il suono è un “fantasma”, di fronte all’assenza di visione tutto diventa apparizione. L’installazione di Jascha Blume è il resoconto di un dialogo possibile tra chi vede ma non sente e chi sente ma non vede.

“Per tutta la vita il mondo dei non vedenti è stato il luogo in cui mi sono sentito meno a mio agio. Come posso far sapere loro che sono presente? Signo ergo sum, non attraverso la mia lingua, ma attraverso le mie mani, un gesto presente, l’unica via per palesare il mio essere lì”. (J. Blume)

✽✽✽ Jascha Blume ✽✽✽
Jascha Blume (1987) is a multidisciplinary artist, interested in time as an aspect of his work.
Influenced by his deafness, he experiences the world in his own way, without sounds. He explores the
tension in the limits of the body and the boundaries of space; the paradoxical experience provoked by the coincidence of the ‘here-and-now’ and the ‘then-and-there’.

“The physicality of Jascha’s language (as in ‘sign-‘) as well as the necessity he feels to create visual art to ‘see himself speak’ (where others hear themselves speak) struck me as a rich source for a great variety of works. His experimenting with Gifs -which have striking similarities to the coding of signs suggests a sensitivity to what is actualin the world of the moving image.”
Sander Blom – mentor Master of Film Nederlandse Filmacademie.

“The installation by Jascha is well articulated and carefully executed. He acknowledges the particular qualities of the spaces and in corporates them into his artwork. The rotting fruit in the vitrine offers and interesting counterpoint to the careful arrangement of objects, screens and plants in the mainroom. The viewer is confronted with a dual reality – in which the positive and the negative coexist next to each other, but at the same time have no way of interfering with one another. Jascha has a keen eye to detail and works with great precision.”
Marta Jurkiewicz – filmmaker/alumni Rietveld Academie en Film Academie